La dichiarazione dei redditi non basta a determinare l’assegno
Molti imprenditori che affrontano una separazione ritengono che la presentazione di una dichiarazione dei redditi con un imponibile contenuto sia sufficiente per ottenere un assegno di mantenimento più basso.
Si tratta di un errore di valutazione molto grave.
Nel diritto di famiglia, infatti, la dichiarazione dei redditi ha un valore puramente indiziario, poiché rappresenta soltanto una fotografia della capacità contributiva del soggetto. Il giudice civile non si limita a prendere in considerazione quanto emerge dalla documentazione fiscale, ma procede a una valutazione della reale forza economica della persona.
Il patrimonio conta quanto, e spesso più, del reddito
Nel valutare la situazione economica di un imprenditore, il Tribunale prende in esame l’intero patrimonio e non soltanto il reddito dichiarato. Rientrano quindi nella valutazione gli investimenti societari, i conti correnti, gli asset patrimoniali e ogni altro elemento utile a ricostruire la reale consistenza economica del coniuge.
L’obiettivo è verificare l’effettiva capacità patrimoniale e il concreto tenore di vita, andando oltre il semplice dato fiscale.
I poteri rafforzati del Tribunale
Oggi il Tribunale dispone di strumenti ancora più incisivi rispetto al passato.
Può infatti richiedere alla Guardia di Finanza di svolgere accertamenti sulla complessiva capacità economica delle parti, ricostruendo non solo i redditi, ma anche il patrimonio e il reale tenore di vita.
Il quadro normativo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25558/2025, ha recentemente ribadito che le dichiarazioni dei redditi non sono vincolanti per il giudice nella determinazione dell’assegno di mantenimento.
A ciò si aggiunge il nuovo articolo 473-bis.2 del Codice di procedura civile, introdotto dalla Riforma Cartabia, che attribuisce al Tribunale il potere di disporre, anche d’ufficio, indagini della polizia tributaria finalizzate ad accertare la reale capacità patrimoniale dei coniugi.
Una difesa strategica è fondamentale
Per questo motivo un imprenditore non può affidare la propria difesa esclusivamente ai profili fiscali o alla dichiarazione dei redditi.
È necessaria una strategia difensiva a 360 gradi, capace di valutare e gestire tutti gli aspetti economici, patrimoniali e societari che possono incidere sulle decisioni del giudice.
Una separazione gestita in modo superficiale può compromettere la liquidità dell’impresa e incidere in maniera significativa sul patrimonio personale.
Per questo è fondamentale affrontare il procedimento con una pianificazione giuridica adeguata, volta a tutelare la propria posizione economica e societaria.





